Milano:  26 giugno alle ore 18,30 a Palazzo Dugnani - Via Daniele Manin 2

Roma: 30 giugno alle ore 15,00 – aula 9 del Dipartimento di Scienze della Terra – Università La Sapienza

Jack Horner terrà una conferenza sul tema:

“BARDATURE DA DINOSAURO: a cosa servivano?”

Molti dinosauri avevano corna, placche e rivestimenti di ogni sorta, ma per quale motivo? Negli ultimi anni nuovi metodi di studio hanno aiutato i paleontologi a capire molto dello stile di vita di questi animali preistorici, inclusi i misteri del loro aspetto per noi così inusuale.

JACK HORNER è Professore Reggente di paleontologia presso la Montana State University ed è probabilmente il più famoso paleontologo al mondo. Ha ricevuto il premio McArthur Fellowship, detto “Premio dei Geni”, ed è autore di diversi libri sui dinosauri.

È inoltre Presidente Onorario dell’Associazione Paleontologica Parmense Italiana (A.P.P.I.), la cui attività ha avuto inizio nel 2009 proprio con due conferenze del paleontologo americano a Parma. Alla fine degli anni ’70 Horner ha scoperto le prime uova di dinosauro dell’emisfero occidentale, in colonie di nidi di adrosauri da lui battezzati Maiasaura, “Rettile Buona Madre”: il nome deriva dall’interpretazione delle prove fossili secondo cui gli adulti di questo genere di dinosauri si prendessero cura dei piccoli. E’stato l’ispiratore del romanzo Jurassic Park di Michael Crichton e il consulente scientifico per l’omonima serie di film diretti e prodotti da Steven Spielberg. Dopo il ritrovamento di un fossile di Tyrannosaurus rex conservato straordinariamente bene (al suo interno sono stati ritrovati i cosiddetti “tessuti molli”) chiamato “B. rex” è nata l’idea – spiegata nel libro “Come Costruire un Dinosauro” – di riportare in vita i dinosauri preistorici partendo dal codice genetico degli uccelli, i dinosauri attuali. Lo studio approfondito ‐ iniziato proprio da Horner ‐ delle caratteristiche più appariscenti di diversi tipi di dinosauro, come corna, spine e placche, ha rivelato la capacità di molte specie di mutare radicalmente aspetto durante la crescita, portando spesso gli studiosi a pensare di trovarsi di fronte ai resti di due animali distinti anziché a quelli di due esemplari della stessa specie, ma di diverse età.

Sempre pronto a sfidare e abbattere dogmi radicati tramite l’analisi scientifica delle prove fossili, nel corso degli anni è stato autore di ipotesi scientifiche e promotore di idee che hanno animato il dibattito e scosso convinzioni secolari, unendo un nuovo metodo di raccolta dei dati sul campo durante lo scavo a tecniche avveniristiche di studio delle ossa fossili in laboratorio.

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