Ecco l’ultima novità su “Ciro”, piccolo dinosauro di Scipionyx ritrovato a Pietraroja (Benevento) nel 1980. Il paleontologo di fama internazionale Cristiano Dal Sasso, ricercatore del Museo civico di Storia naturale di Milano, afferma: «Ciro è l’unico dinosauro al mondo ritrovato con gli organi interni. Il suo ultimo pasto fu a base di pesce».

Lastra con il fossile (il primo, e per ora l'unico, di questa specie) di cucciolo di Scipionyx samniticus. Foto di Giovanni Dall'Orto, 22-4-2007, Museo civico di storia naturale a Milano.

Dal Sasso, che ha pubblicato insieme al collega Simone Maganuco una dettagliata monografia sul piccolo dinosauro, continua:  «Per noi italiani, quella di Ciro è stata una scoperta clamorosa, importante anche dal punto di vista geologico perchè ci ha fatto riscrivere la storia dell’Italia. Abbiamo capito che nell’epoca mesozoica l’Italia non era tutta sommersa dalle acque. Nel mondo Ciro è famoso perchè si tratta dell’unico dinosauro ritrovato non solo con le ossa perfettamente articolate in questo scheletro, ma con gli organi interni fossilizzati insieme al resto dell’animale e questo è un primato che ancora non è stato superato da nessun altro vertebrato fossile dell’era mesozoica».

Presto il fossile sarà sottoposto ad una serie di accertamenti a Grenoble,  infatti «conosciamo quasi tutto della struttura corporea di Ciro [..] ma abbiamo ancora dei punti oscuri da capire che sono molto difficili da studiare in un esemplare deformato seppur plasticamente ma comunque compresso in una lastra di roccia sottile, come lo è Scipionyx . Esistono delle tecniche che permettono di ricostruire in 3 dimensioni un esemplare anche molto deformato e si tratta di un acceleratore di particelle che si trova a Grenoble che permetterebbe di vedere anche il lato B di Ciro, cioè sostanzialmente la parte del suo corpo che giace sulla lastra su cui è appoggiato . In questo modo in trasparenza si potrebbe vedere tutto l’animale e probabilmente ricostruire, ricomporre la deformazione che ha subito e quindi magari scoprire qualcosa che giace dall’altro lato e che noi non possiamo vedere . Questo è certamente un fossile eccezionale, fuori dal comune che però ci fa capire come studiando approfonditamente anche un singolo esemplare sia possibile ricostruire un ecosistema , in questo caso una catena alimentare. I ben 110 milioni di anni sono quasi inconcepibili, eppure tutto di questo animale è rimasto quasi congelato nella roccia . Oggi a distanza di un tempo per noi quasi inconcepibile un singolo fossile è in grado di raccontarci come era diverso il nostro Paese, che cosa c’era qui intorno e darci anche un valore sulla biodiversità del passato . All’interno del tubo digerente di Ciro abbiamo trovato tracce evidenti di 5 prede di cui possiamo costruire anche l’ordine di cattura , o meglio una cronologia della dieta del dinosauro, proprio perché si è conservato non solo il suo intestino ma anche il suo contenuto mantenendo in posizione anche tutto il cibo che era stato ingerito fino al momento della sua morte. Si diceva che Ciro fosse un dinosauro carnivoro ma in realtà questa semplicistica affermazione è smentita dal tipo delle sue prede perché si cibò non solo di carne ma almeno di un paio e forse tre pesci, indicando quindi che i dinosauri “carnivori” erano dei predatori opportunisti che potevano cibarsi di tutto quello che trovavano sulla loro strada».

Vi consigliamo questo bellissimo video su una conferenza tenutasi al Museo di Storia Naturale di Milano, buona visione!  CLICCA QUI

 

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